Olly e la Scala
Una serata tra velluti, oro, attese e suggestioni wagneriane. Sullo sfondo, l’eco del Rheingold.
Una Casa "Su Misura"
Tutto è iniziato con una richiesta insolita: trovare una location per Ólafur Sigurðarson e sua moglie durante le lunghe trasferte scaligere. Non cercavano il lusso formale, ma un luogo dove vivere con la massima naturalezza la loro filosofia naturista. Grazie alla disponibilità di Mario e Daniela, la loro villetta è diventata il quartier generale perfetto per la preparazione dell'imponente ciclo dell' Anello del Nibelungo.
A volte le persone entrano nella tua vita in punta di piedi, per canali quasi casuali. Per noi Olly era semplicemente l'amico islandese che cercava un posto tranquillo a Milano dove vivere la sua libertà, lontano dai ritmi serrati degli hotel. Ci eravamo già visti qualche mese fa e avevamo condiviso uno splendido pasto in Valtellina!

Oltre il Sipario: Quando l'Amico diventa Mito
Quindi per noi Sibba (sua moglie) e Olly erano solamente dei simpatici amici islandesi, sapevamo che Olly cantava da Baritono, certo, ma non eravamo preparati all'impatto di vederlo nel suo elemento naturale: il palcoscenico. Il percorso di avvicinamente al Teatro alla Scala è stato lui stesso emozionante, con la Galleria Vittorio Emanuele illuminata per le Olimpiadi.


... e anche l'arrivo alla Scala e l'incontro con gli amici Mario e Daniela.

Lo Shock della Platea
Essere seduti nel silenzio quasi irreale della platea durante le prove generali è un’esperienza che ti toglie il fiato. Quando la musica dell’ Anello del Nibelungo è iniziata, l'emozione è stata così forte da rendere difficile concentrarsi sulla tecnica vocale o sulla perfezione dei suoni.
In quegli istanti non senti più solo il "cantante", senti la vibrazione dell'orchestra che ti attraversa. Mi sono ritrovata a seguire il testo, parola dopo parola, quasi ipnotizzata dal racconto, mentre cercavo di conciliare l'immagine dell'uomo con cui avevamo scherzato poco prima con quella figura imponente che dominava la scena. È strano come l'amicizia possa rendere "normale" un talento che, per il resto del mondo, è leggenda.



Tra il Palco e la Pizza
Vivere da vicino il lavoro di un artista di questo calibro è un privilegio raro. Ólafur ha voluto condividere con noi la magia del teatro, invitandoci alle prove generali dell'Oro del Reno. Vedere la potenza della sua voce trasformare il palcoscenico è stato emozionante, ma il contrasto con ciò che è venuto dopo lo è stato ancora di più.
Uscire dal tempio della lirica e ritrovarsi sotto le volte della Galleria è stato come un risveglio improvviso. La tensione della scena si è sciolta non appena ci siamo seduti a tavola. È lì, tra una pizza e il brusio della gente che passeggiava in centro, che abbiamo ritrovato il "nostro" Olly.
Niente più armature wagneriane, niente più dei o miti norreni: solo un gruppo di amici che commentano la serata davanti a un boccale di birra. È in questi momenti che capisci quanto sia preziosa la semplicità di una persona che, nonostante il successo mondiale, non ha perso il gusto per una chiacchierata informale tra amici.


Sapori e Libertà
Il culmine della convivialità è stato il pranzo del giorno dopo da Mario e Daniela. Se Wagner scrisse musica per gli dei, Daniela ed io abbiamo cucinato per gli amici: un trionfo di olive all'ascolana e piatti tipici che hanno conquistato il cuore (e il palato) dei nostri ospiti.
E per chiudere in bellezza, il sabato successivo è stato dedicato al relax totale in una spa naturista. È stato il modo perfetto per onorare il loro stile di vita in un'atmosfera di totale serenità e rispetto, prima del loro rientro a casa.
Un Arrivederci, non un Addio
Rivedere oggi le fotografie di quei giorni fa sorridere. Pensare che tutto è nato da una ricerca logistica e che ci siamo ritrovati a seguire un mito del bel canto tra una prova alla Scala e un pomeriggio di relax naturista, ci fa capire quanto la vita sappia essere sorprendente.
Olly è tornato a casa, ma ci lascia la sensazione di aver vissuto un’amicizia vera, nata senza preconcetti e nutrita di cose semplici: musica, buona compagnia e la libertà di essere se stessi, che sia sopra un palco mondiale o a tavola con gli amici.